Briciola immobile: la malattia del cane e le trasformazioni del setting terapeutico

Control-Mastery Theory
marzo 2026
Articoli del Cmt-ig

Introduzione

Nell’articolo del 2022 su Seneca e sulla presenza del cane nel setting terapeutico, avevo concluso con una promessa: Briciola avrebbe raccolto il testimone. Avrei continuato quel percorso, con lei al mio fianco. Non immaginavo che avrebbe avuto qualcosa di così diverso da insegnarmi.

Come nel precedente scritto, il mio desiderio è quello di condividere con i colleghi una riflessione nata dall’esperienza diretta, senza alcuna pretesa di generalizzazione, ma con la speranza che possa essere utile a chi si interroga su ciò che accade nella stanza di terapia.

Nell’agosto del 2025, Briciola ha sviluppato un’ernia espulsa che l’ha lasciata paralizzata alle zampe posteriori e incontinente. Da un giorno all’altro, quella creatura vivacissima, capace di portare energia e movimento in ogni stanza, si è ritrovata immobile, dipendente, incapace di fare da sola le cose più elementari. E io mi sono ritrovata a fare i conti non solo con la paura per lei, ma con qualcosa di inatteso: le implicazioni di tutto questo sul mio lavoro, sui miei pazienti, sullo spazio terapeutico.

Quello che seguerà è il tentativo di riflettere su questa esperienza, ancora in corso, ancora viva, perché credo che proprio la sua incompiutezza la renda preziosa.

Il setting cambia: quando è il terapeuta ad avere bisogno

La prima cosa che ho dovuto affrontare è stata pratica, e per questo non meno significativa: Briciola non poteva più muoversi autonomamente. Non poteva alzarsi dalla cuccia, come faceva Seneca in quei momenti in cui sembrava percepire il bisogno del paziente prima ancora che io lo vedessi. Non poteva attraversare la stanza, non poteva sedersi vicino a nessuno. Era lì, presente, con quegli occhi sempre attenti, ma diversa, limitata, bisognosa.

Ho comunicato la situazione ai miei pazienti con la stessa trasparenza con cui, anni prima, avevo chiesto il loro consenso per portare Seneca in studio. Ho spiegato cosa era successo, ho detto che Briciola stava facendo fisioterapia, che stava recuperando, ma che la situazione era completamente in divenire. Insomma, ho detto la verità.

Quello che è accaduto dopo mi ha sorpresa e istruita.

Parole Chiave

setting terapeutico
cane in terapia
vulnerabilità del terapeuta
Control-Mastery Theory